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Pubblicato 02 Giugno 2013 Visite: 21942
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L'uso della musica come mezzo per combattere le malattie, esprimere il proprio stato psichico, modificare lo stato di coscienza o il comportamento è antico come la musica stessa, anzi rappresenta, probabilmente,lo scopo fondamentale del fare e ascoltare musica.

spartito anticoDal punto di vista psichico, la musica, agendo su meccanismi preverbali, è un potente veicolo di trasmissione delle emozioni. Il brano musicale si esprime con un linguaggio che precede la verbalizzazione, cioè riguarda il sentimento, l'emozione, la sensazione, elementi della psiche profonda e quindi l'inconscio.

In numerose tradizioni relative alla Creazione del Cosmo, il Suono svolge un ruolo fondamentale e gli viene attribuita un'origine divina: il Vangelo di San Giovanni, ad esempio, inizia con le parole «In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio». Per "verbo" si intende il suono della voce. Gli antichi Egizi credevano che Thoth avesse creato il mondo con la voce ...

Le prime esecuzioni musicali miravano, quasi sicuramente, alla riproduzione dei suoni della Natura ed erano vissute con un'intensa partecipazione mistica, così come il canto magico è una delle esperienze estatiche più antiche dell'umanità, oltre ad avere una particolare rilevanza nella storia delle varie civiltà. A tale proposito, ad esempio, è sufficiente citare il Mantra, da sempre considerato un suono dotato di un'energia straordinariamente efficace per la trasformazione spirituale, o il Canto Gregoriano cui la Chiesa ascrive gli attributi di un'elevata esperienza dell'anima. Tuttavia non bisogna dimenticare che, in numerosi scritti e tradizioni, la musica è stata anche associata al diabolico.

Questa breve introduzione, assolutamente non esaustiva dell'argomento, può tuttavia aiutarci a comprendere come mai la musica sia strettamente connessa a qualcosa di primordiale, al sentimento, all'Eros, alla fantasia, all'istinto ... in altre parole, all'inconscio. Il fondamento principale della musica è il ritmche è indiscutibilmente una realtà primaria.


Infatti, le prime attività del neonato sono a carattere ritmico: la respirazione, il battito cardiaco, il succhiare ne sono un esempio. Inoltre possiamo considerare ritmici anche innumerevoli altri eventi, quali il camminare, il ciclo mestruale, la metrica di una poesia, il girare della Luna intorno alla Terra e di questa intorno al Sole, la trasmissione del messaggio neurona1e ... sono solo pochissimi esempi e si potrebbe andare avanti per pagine e pagine. La musica, quindi, può essere considerata come un elemento cardine dell'esistenza.
Spartito anticoDa sempre l'Uomo ha compreso che è possibile utilizzare la musica come strumento terapeutico.

In tal senso abbiamo testimonianze che ci provengono dalla Mitologia, dalla cultura dell'antica Grecia (soprattutto per quanto riguarda Pitagora), dalla Bibbia (Davide e Sau1), dal mondo arabo, dalla storia di Filippo V di Spagna e Farinelli e da tante altre fonti ancora. Nel nostro secolo, Assagioli, il fondatore della Psicosintesi, ha indicato tra gli effetti curativi della musica, il rilassamento, le proprietà anti depressive, il rafforzamento della volontà, la capacità di eliminare alcune resistenze, l'effetto stimolante sull'inconscio. Assagioli definisce l'integrazione di contenuti inconsci nella coscienza come un procedimento di "sintesi"; sintesi che può essere favorita, tra varie tecniche, dall'ascolto di alcuni brani musicali e dall' interpretazione delle emozioni che essi suscitano.

Altri autori consigliano di associare al Training Autogeno e alla tecnica del Sogno da svegli guidato l'a- scorto di musica in grado di favorire il rilassamento. Se il paziente non mette in atto eccessive difese, allora è frequente la comparsa di alcuni dei suoi contenuti inconsci che, ovviamente, debbono poi essere inregrati nella coscienza attraverso l'interpretazione o la discussione con l'aiuto indispensabile di uno psicoterapeuta affinché possa essere definita psicoterapia ciò che viene operato.

Altri psicoterapeuti, ancora, hanno utilizzato con successo la Musicoterapia nella clinica dei disturbi sessuali. Ad esempio, considerando l'eiaculazione precoce come un "disturbo di tempo", l'ascolto di musiche con particolari ritmiche consente, infatti, un ricondizionamento a seguire tempi e ritmi più fisiologici e adattivi.

Sinora abbiamo parlato della Musicoterapia esclusivamente come "ascolto di musica"; personalmente, invece, reputo particolarmente interessanti gli approcci con i quali si porta il paziente a "fare musica": un'applicazione, quest'ultima, che si è rivelata particolarmente efficace nei trattamenti di riabilitazione psicomotoria e dell'autismo.

Inoltre, ritengo che il "fare musica" sia utile anche in psicoterapia al fine di consentire una ulteriore capacità di espressione delle emozioni non solo come un'alternativa al canale verbale, ma soprattutto come una modalità di comunicazione delle dinamiche più profonde.

Fornari, uno dei grandi nomi della psicoanalisi italiana, diceva che l'esperienza musicale ci consente una regressione alle prime fasi della nostra vita. Il bambino, alla nascita, si trova infatti inserito in un "bagno di suoni" e mostra chiaramente di reagire così tanto in maniera attiva a questi stimoli da sintonizzare, ad esempio, nei primi mesi, il proprio battito cardiaco con quello della madre. Esperienze melodiche e ritmiche diventano così piene di significati, tanto da partecipare alla formazione della simbolizzazione.

Come ha scritto il Maestro tibetano Dwajal Khul, il ritmo è, quindi, «una realtà dinamica che sta alla base e decide il significato di ogni azione e di ogni espressione. Il ritmo è quindi anche un fattore che riesce a modificare e armonizzare le forme interiori ed esteriori di uno o più individui» .

Tempo fa chiesi ad un mio paziente perchè ascoltava musica metal. Dopo un minuto di riflessione mi risponde"dottore esprime bene il mio SBLEAH! quotidiano"......

 

 

Articolo scritto dal Dottor Andrea Vaglica Psicoanalista - Psicoterapeuta - Sessuologo Clinico



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