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Pubblicato 01 Giugno 2013 Visite: 4591
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Dal punto di vista psicoanalitico, lo sviluppo psicosessuale non inizia con l'adolescenza. Questo periodo dello sviluppo è rappresentato dalla continuazione e dalla ripetizione, in forme diverse, delle fantasie e dei conflitti dell'infanzia.

L'adolescenza e l'avvento della pubertà rappresentano un profondo cambiamento nella sessualità dell'individuo. Lo sviluppo degli organi genitali, della peluria, del seno, la comparsa della prima mestruazione e della prima eiaculazione e le conseguenti modificazioni intrapsichiche caratterizzano, in gran parte l'adolescenza. Come ci dice Freud, la pulsione andrà a scoprire in altri il proprio oggetto sessuale; le diverse zone erogene parziali si subordineranno al primato della zona genitale.
La Testa di fanciulla (detta La Scapigliata) Leonardo da VinciQuesti profondi cambiamenti fisiologici e psicologici avranno influenza sia dal punto di vista della realtà concreta, sia da quello del mondo interno: assume così particolare importanza, in questo periodo, l'immagine del proprio corpo. Il corpo assume caratteristiche simboliche. L'adolescente lo ama o lo odia, passa ore davanti allo specchio, si preoccupa di eventuali malattie con atteggiamenti chiaramente ipocondriaci, cura la capigliatura seguendo o contestando mode e così via. Un aspetto particolare dell'adolescenza è quello della segretezza, che viene ad assumere la funzione di custodia del Sé.

Sul proprio corpo vengono scoperti "fenomeni segreti" come l'eiaculazione e la mestruazione. Diari e lettere vengono contraddistinti da iniziali e se da una parte vengono occultati rigidamente, dall'altra vengono lasciati "occasionalmente" incustoditi, rivelando il conflitto inconscio di esibire se stessi insieme alla necessità di una comunanza con i genitori.

Questi oggetti esterni riflettono l'esistenza di altri oggetti interni. La sua camera viene arricchita da oggetti transazionali come posters, dischi, pupazzi, portafortuna e altri ninnoli caricati di affetto, che rappresentano un ponte tra il mondo interno e quello esterno, tra uno spazio privato ed uno comune. Per Winnicott gli oggetti transazionali rappresentano una modalità di relazione del bambino nell'infanzia.

 


L'oggetto transazionale è la prima cosa "non-me" posseduta (un orsacchiotto, un lenzuolino morbido, il giocattolo preferito, etc.) che il bambino utilizza nel corso della separazione emozionale dall'oggetto primario di amore. Questo oggetto mantiene l'illusione della madre consolante e confortante quando questa non è a disposizione; inoltre, è sotto il controllo del bambino mentre la madre non lo è.

Durante l'adolescenza questa modalità relazionale viene rivissuta attraverso l'interesse per la musica, per il vestirsi, per il cinema, per gli oggetti di ornamento della propria camera. Questi oggetti o esperienze evocano l'illusione di simbiosi con i genitori in un periodo dello sviluppo in cui le rappresentazioni del Sé e degli oggetti sono differenziate solo parzialmente.

Nella ricerca dell'immagine di Sé si inserisce il conflitto con i genitori. Questi ultimi precedentemente idealizzati, rappresentavano l'intero mondo, ora vengono disinvestiti con atteggiamenti carichi di aggressività e di sfida. Per Winnicott la crescita è legata ad atti aggressivi.


Citando Freud:
"L'uomo deve dedicarsi al grande compito di svincolarsi dai genitori e solo dopo la soluzione di questo compito può cessare di essere un bambino." Questo lavoro di separazione dalle figure genitoriali porta a sentire una sensazione di "perdita d'oggetto" e quindi può essere paragonato ad un lavoro di elaborazione del lutto. L'adolescente per conquistare la propria identità deve liberarsi dall'ascendente che i genitori hanno su di lui.

Si può perciò dire che la depressione è una caratteristica di questo periodo. I lutti relativi agli oggetti esterni, come ad esempio quelli relativi alla morte dei nonni, rievocano lutti di parti interne del Sé, quali l'onnipotenza e gli "aspetti magici". Per questi motivi si verifica una modificazione degli aspetti narcisistici della personalità.

L'adolescente si orienta verso nuovi oggetti, ma deve anche investire su se stesso come oggetto di interesse e di stima di sé. Nel costituirsi della propria identità, attraverso varie identificazioni, si sviluppa l'Ideale dell'Io, cioè la formazione di un'immagine esemplare di se stessi. L'organizzazione stabile dell'identità viene raggiunta quando l'individuo è giunto ad identificarsi stabilmente con i suoi obiettivi, con le sue ambizioni, con la sua sessualità.

È quindi necessario il superamento delle oscillazioni tra eterosessualità ed omosessualità, tra attaccamento ai genitori e l'interesse verso l'esterno, tra il gruppo degli amici o della classe e l'amico del cuore idealizzato, tra il primo amore e un rapporto sessuale occasionale privo di affetto. In questo periodo è necessario formulare idee, opinioni, ideali riguardo problemi morali, politici e sociali.

I progressi nell'astrazione favoriscono una crescita intellettuale che può facilmente sfociare in un interesse artistico e in una ricerca di una propria creatività. Questi cambiamenti psicologici contribuiscono al formarsi di un preciso senso di una identità personale. In questo periodo dello sviluppo è fondamentale un consolidamento della propria identità sessuale che si realizzerà nella ricerca di un partner.

Il bisogno è quello di un reciproco desiderio di sentirsi amati e e di avere un partner per aumentrea l'autostima e la considerazione da parte del gruppo.

 

Articolo scritto dal Dottor Andrea Vaglica Psicoanalista - Psicoterapeuta - Sessuologo Clinico


Bibliografia
Freud S. (1905): "Tre saggi sulla teoria sessuale", in: Opere, Boringhieri, Torino, voI. IV.
Freud S. (1915-17): "Introduzione alla psicoanalisi", in: Opere, Boringhieri, Torino, voI. VIII.
Marcelli D. e Braconier A. (1981): Psicopatologia dell' adolescente, Masson, Parigi.
Meltzer D. (1991): "Teoria psicoanalitica dell'adolescenza", Quademi di Psicoterapia Infantile, n. 1.
Novelletto A. (1991): Psichiatria psicoanalitica dell' adolescenza, Borla, Roma.
Vaglica A. (1994): "Aspetti psicodinamici della interazione tra insegnanti e studenti a rischio", in: La realtà del povero bevitore, Melusina, Roma.
Winnicott D.W. (1968): La famiglia e lo sviluppo dell'individuo, Armando, Roma.

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